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Come ottimizzare la tua newsletter: 4 errori da evitare

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Si chiama email marketing e consiste nell’inviare messaggi promozionali o di invito all’acquisto, direttamente nelle caselle mail di clienti o di persone che potrebbero diventarlo.

A prima vista potrebbe apparire una pratica semplice da gestire nei contenuti e tutto sommato facile da organizzare. Ma non è così. Sottovalutare le caratteristiche che trasformano una newsletter in un vero strumento di marketing, significherebbe sprecare il tuo tempo e i tuoi soldi. Anche eShoppingAdvisor utilizza  la newsletter per comunicare con il mondo dell’ecommerce, e nel tempo ha potuto osservare quali sono le migliori pratiche da seguire affinché vengano raggiunti gli obiettivi migliori e quali gli errori che tutti dovremmo evitare.

Prima di parlarti di questi ultimi però, è necessario premettere che anche grazie alla newsletter un eshop può costruire la propria reputazione sul web e sai quanto crediamo a quest’aspetto, tanto da avere investito nel rapporto di fiducia tra venditore e il cliente digitale, la nostra stessa identità nel complesso mondo dell’ecommerce.

Sfruttando lo strumento delle recensioni, infatti, eShoppingAdvisor aiuta i negozianti on line ad orientarsi tra i bisogni e i desideri dei clienti, monitorando cosa pensano del loro servizio e non solo. Ai clienti poi offriamo la migliore piattaforma possibile in termini di facilità d’uso e di pubblicazione, tanto da costruire nel tempo una banca dati per orientarsi e scegliere il negozio migliore. Il tutto avviene in un contesto garantito da controlli e verifiche.

Ecco dunque, quali sono le cose da NON fare per compromettere la tua reputazione quando invii la newsletter aziendale.

Evita di inviare la newsletter a persone che non lo hanno mai chiesto:

Se ignori questo passaggio fondamentale, finirai per essere inondato da richieste di cancellazione e nel tempo molti assoceranno il tuo brand ad una pratica inopportuna. Sappiamo a cosa stai pensando: come faccio a partire da zero? Come posso costruirmi dal nulla una mailing list di persone anche solo potenzialmente interessate? Una cosa da fare è convertire nel tempo i visitatori del tuo sito in persone che rilascino volontariamente il loro indirizzo per ricevere aggiornamenti; si può puntare su regali digitali utili (un buono acquisto o un codice per partecipare ad un’estrazione, o a un ebook dal contenuto interessante)  a patto che si compili un form che vi autorizzi ad inviare la newsletter. Ricordati anche della necessità di rispettare le nuove norme dettate dalla GDPR.

Non inviare newsletter dalla tua mail aziendale o personale:

Ebbene sì, c’è chi pensa, soprattutto nel mondo della piccola impresa, che sia la strada più semplice da percorrere. L’errore è madornale per almeno due motivi: si rischia di bloccare la mail aziendale durante gli invii, e di far finire la propria casella mail o addirittura il proprio indirizzo IP nella black list dello spam e di pagarne le pesanti conseguenze anche nel lavoro di tutti i giorni.  Meglio affidarsi a piattaforme di invio di newsletter. Sono molto usate, professionali, facili da gestire e almeno sino ad un certo numero di indirizzi (in media duemila), sono gratis: da MailChimp a SendinBlue e molte altre.

Non dimenticare di differenziare i clienti prima dell’invio:

Meglio inviare la stessa  mail a 1000 clienti o tre differenti mail suddividendone il numero, che rispecchino i loro gusti sulla base dei precedenti acquisti? Pensare che i nostri clienti siano tutti uguali proprio perché comprano nel nostro negozio, non significa che li conosciamo davvero. Facciamo un salto nel mondo analogico. Immaginiamo un negozio di biancheria intima collocato in un piccolo centro. Nel corso degli anni il titolare, o i commessi, si fanno un’idea di quali prodotti siano più utili ad alcuni gruppi di clienti. In quel caso non è poi così difficile: se il cliente torna spesso, ci si ricorda che preferisce il cotone puro ai capi sintetici, o che ama i pigiami colorati e giocosi e non quelli con pizzi e merletti. Quando si propongono i nuovi arrivi si va sul sicuro, e mezzo lavoro è già fatto. Non è roba d’altri tempi, nonostante gli acquisti di massa avvengano nella grande distribuzione. Lo stesso principio può funzionare nel caso dell’ecommerce, senza peraltro dover far leva sulla nostra memoria. Profilare il cliente prima di mandare la newsletter, significa avere acquisito alcuni dati personali come età, sesso, regione di residenza (risiedere a Pordenone potrebbe porre esigenze di acquisto diverse che risiedere a Palermo, in campo di vestiario o accessori per l’auto). Significa anche avere ben chiaro quale tipologia di acquisti ha fatto nel tempo, quante visite al sito ecc ecc . Azzeccare i gusti dei clienti significa dimostrare di conoscerli o di volerli conoscere anche tramite l’invio di newsletter.

Studia bene l’oggetto dell’invio:

Un errore molto comune è quello di non illustrare bene il reale contenuto della mail nell’oggetto, che è poi il primo vero biglietto da visita della newsletter. Ancora una volta preferiamo aiutarti con un esempio. Se nella newsletter abbiamo scelto di raccontare l’arrivo di un nuovo marchio nel nostro negozio on line di prodotti di salute, evidenziandone i punti di forza, i prodotti più importanti e quali benefici si otterrebbero dall’acquisto, l’oggetto corretto potrebbe essere: “I nuovi integratori dimagranti per prepararsi all’estate” e non “Le nostre novità di primavera” o peggio “Un nuovo marchio nel nostro negozio”. L’oggetto della mail equivale al titolo di un articolo di un giornale o di un blog: deve anticipare in maniera corretta ciò che il lettore troverà davvero in quella newsletter tanto da invogliare ad aprire il messaggio. Anche questo giocherà a favore della tua reputazione. Chiarezza nell’esposizione è sinonimo di professionalità e cura del rapporto con i clienti.

Avevi mai pensato a questi aspetti? Sapevi che potevi migliorare i tuoi invii tramite newsletter? Con eShoppingAdvisor accompagniamo gli ecommerce nel percorso verso l’acquisizione di nuovo business e la migliore reputazione possibile on line. Per saperne di più sulla web reputation potrebbe rivelarsi particolarmente utile scaricare il nostro mini corso gratuito dal titolo “I 7 segreti per migliorare la reputazione del tuo ecommerce. Fatelo subito!

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